TFR, SEI MESI DI TEMPO PER LA SCELTA
22 gennaio 2007 | Autore: draghiga | In Il punto di vista di Gianfranco Galesso | Nessun commentoEntro il 30 giugno i lavoratori devono dare una destinazione al T.F.R.
Mentre scriviamo questa intervista al Senato si sta’ concludendo il dibattito per l’approvazione della manovra finanziaria che, tra i vari temi in esame, prevede anche la discussione dei decreti per l’avvio della riforma della previdenza complementare.
Mancano pochi giorni al D-day della previdenza integrativa e al lavoratore dipendente sono poche le informazioni a cui può attingere e perciò abbiamo ritenuto interessante provare a tracciare, sulla base degli elementi oggi in mano, il percorso operativo rivolgendo alcune domande al Signor Gianfranco Galesso, agente della Ras agenzia principale di San Donà di Piave, che da oltre 25 anni opera nel settore della previdenza:
§ Cosa ne pensa della riforma?
Al di la dei contenuti della riforma che sta’ per essere varata, ritengo che sia un passaggio obbligatorio in quanto gli economisti concordano che solo andando in questa direzione sarà possibile mantenere fede agli impegni futuri in tema di previdenza obbligatoria e ciò rappresenta un atto dovuto alle generazioni future.
§ Cosa cambia?
Fino ad oggi il lavoratore dipendente accantonava dei contributi ai fini pensionistici e il trattamento di fine rapporto (liquidazione) veniva incamerato in una unica soluzione alla fine del rapporto di lavoro, dal 30 giugno 2007 il T.F.R. maturando verrà, a scelta del lavoratore, destinato o ai fondi pensione aperti e/o chiusi o lasciato in azienda.
§ Quante persone saranno toccate dalla manovra?
Entro il 30 giugno saranno interessati oltre 10 milioni di lavoratori dipendenti del settore privato di cui 4,8 milioni nelle imprese con più di 50 dipendenti e 5,7 milioni in quelle con meno di 50 dipendenti.
§ Quali scenari si aprono?
La materia è complessa ma è determinante fare scelte coerenti e sicure in quanto ogni lavoratore si costruirà la propria pensione e sarà l’attore principale nel definire la costruzione di due dei tre pilastri pensionistici che lo sosteranno economicamente quando sarà anziano:1° pilastro va individuato nella pensione erogata dall’INPS;2° pilastro sarà rappresentato dal trasferimento del T.F.R. che alla fine dell’attività lavorativa sarà convertito in una rendita vitalizia;3° pilastro va costruito con i versamenti volontari nella previdenza individuale.
§ Perché tre pilastri?
Perché come si può rilevare dalla tabella allegata la pensione obbligatoria negli anni futuri è destinata ad attestarsi vicino al 50% dell’ultima retribuzione e la quota T.F.R. potrà integrarla di una percentuale vicina al 10%, la differenza per affrontare senza paura la vecchiaia va costruita con le forme individuali.
§ Cosa dovrebbe fare un lavoratore dipendente?
Sicuramente dedicare del tempo all’approfondimento della materia per poi predisporre le giuste soluzioni e percorsi che vanno determinati e condivisi in base a caratteristiche personali quali ad esempio la struttura finanziaria che farà da motore ai denari investiti, la durata dei versamenti, la protezione del capitale investito, l’esigenza di coperture assicurative, la certezza delle tabelle di rendita, la solvibilità del partner finanziario, i costi di gestione dei programmi individuali, la situazione patrimoniale e finanziaria del lavoratore (mutui, finanziamenti, capacità di risparmio), lo stato di salute del lavoratore ed altre variabili che rendono ogni programma “strettamente personale”.
§ Quali prassi seguire per la scelta?
Credo sia opportuno attendere l’approvazione dei provvedimenti per poi dare per tempo le indicazioni precise, per questo la nostra agenzia ha attivato il numero verde “pronto previdenza 800.98.77.98 “ e formato alcuni collaboratori pronti a dare consulenza gratuita.
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