AZIENDE: SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

1 aprile 2008 | Autore: draghiga | In Il punto di vista di Gianfranco Galesso | Nessun commento

Attenzione alla rivalsa dell’INAIL e ai danni differenziali del dipendente

 

Durante i corsi di formazione in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro, tema centrale in tutti gli attuali programmi politici, ho avuto modo di accertarmi che viene dedicato pochissimo tempo e spazio ai risvolti economico patrimoniali che derivano dalla violazione delle norme.

In realtà in caso di infortuni sul lavoro con lesioni gravi o gravissime o con esiti mortali, la procedura penale si apre d’ufficio e nel caso in cui venissero accertate violazioni delle norme di sicurezza le figure preposte (imprenditore, responsabile della sicurezza, altre) possono essere oggetto di una condanna penale.

Sugli scenari che si aprono successivamente alla condanna se ne parla poco e, a mio parere, se portati alla ribalta contribuirebbero a fare più prevenzione poiché:

la condanna obbliga l’imprenditore e i responsabili solidamente a risarcire il danno all’infortunato e/o agli eredi e agli istituti assicurativi sociali (INAIL e/o INPS).

Infatti, l’INAIL, in virtù della condanna penale e dell’articolo 1916 del Codice Civile, ha diritto di surroga nei confronti del datore di lavoro e di rivalsa nei confronti di tutte figure coinvolte responsabilmente nell’infortunio sul lavoro del dipendente.

 

Ma quanto può costare in termini economici una rivalsa?

L’intento che mi propongo è di sollevare il problema  creando così coscienza, perciò le indicazioni in tema di valenza economica sono quelle rilevate da recenti sentenze e/o richieste di risarcimento degli aventi diritto in occasione di infortuni gravi o mortali:

 

  • Infortunio con grave invalidità del 10 maggio 2002, in Marghera, vedi articolo Nuova Venezia del 16 Luglio 2007, “Maxi risarcimento all’operaio rimasto paraplegico …. 1.660.000 Euro
  • Infortunio mortale del 15 Gennaio 2007 a Murano, vedi articolo de Il Gazzettino del 16/02/2008: “Morte in vetreria, patteggiamento negato, i familiari chiedono 2.700.000 Euro”

 

Considerato che nelle imprese costituite in forma di società di persone (snc, sas, altre) i soci rispondono illimitatamente e perciò anche con il patrimonio personale, una volta che le sentenze diventano definitive i risarcimenti andranno pagati.

Per questo specifico problema esistono coperture assicurative specifiche che, però, senza massimali congrui e precise estensioni di garanzia, soddisferanno solo in parte o, per niente, le richieste di risarcimento.

 

Ancora una volta, essere appoggiati ad un buon consulente assicurativo e ad una compagnia solida, fa’ la differenza.


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