SE CONOSCI IL FUTURO E’ FACILE CAPIRE IL PRESENTE …
1 febbraio 2009 | Autore: draghiga | In Il punto di vista di Gianfranco Galesso | Nessun commento
Il modello sociale del futuro è noto, le nuove realtà vanno affrontate , perché?
Libri, giornali e programmi televisivi dedicano sempre più spazio al tema dello “stato sociale” (Welfare) che costituisce senza dubbio una delle sfide più urgenti e importanti dell’agenda politica ed economica del nostro Paese e di tutto il vecchio continente.
La scienza medica negli ultimi decenni ha realizzato enormi progressi tali da determinare una speranza di vita che, si annuncia, per i bambini nati nel 2007, quasi di cento anni!!
Ora, se da un lato notizie come queste ci rallegrano, dall’altro sollevano una serie di interrogativi primo fra tutti:
il sistema previdenziale pubblico sarà in grado di assicurare ai futuri centenari un adeguato tenore di vita una volta concluso il ciclo lavorativo?
Va sottolineato che quando si parla di tenore di vita è corretto considerare oltre all’aspetto economico anche quello riferito alla dignità della vita che deriva da adeguate prestazioni mediche e da strutture assistenziali moderne per gli anziani non autosufficienti.
La demografia è una scienza precisa perché si basa sui grandi numeri e su dati certi:
le persone che nel 2030 avranno 65 anni, oggi hanno 44 anni, perciò coloro che nel 2030 dovranno lavorare per pagare loro la pensione oggi, gioco forza, devono essere già nati!!
In realtà la proiezione demografica della popolazione italiana alla metà del secolo in corso (2050) può essere così fotografata:
ci saranno 63 persone di età superiore ai 65 anni ogni 100 persone attive (si intendono persone attive quelle comprese tra i 15 e 64 anni).
E’ interessante notare che questo rapporto di 63 a 100 negli anni 1950 era di 10 a 100!!
Alla luce di questi dati si capisce che molto difficilmente i giovani di domani riusciranno a produrre un reddito e uno sviluppo economico tale da garantire pensioni e forme di assistenza dignitose a questo esercito di anziani.
Inoltre la stessa proiezione al 2050 prevede che un italiano su sette avrà più di 80 anni e che il 25% di questi ultimi non sarà autosufficiente.
Gli ottantenni del 2050 oggi hanno 39 anni!
Se conosci il futuro è facile capire cosa fare oggi, si dice che ogni decisione è composta da 4 passi:
§ Prendere atto della situazione;
§ Valutare il da farsi;
§ Ricerca della soluzione più utile al proprio interesse;
§ Messa in pratica.
Ma in questo contesto a quale compito sono chiamate le compagnie di assicurazione?
Devono diventare di fatto degli attori sociali protagonisti insieme all’ente pubblico nella realizzazione del bene comune, con una azione integrativa e complementare all’azione pubblica, dovranno assumersi la responsabilità di un ruolo sociale sempre più rilevante dove l’assicuratore non è più soltanto la figura che materialmente paga una prestazione sanitaria o previdenziale ma è un vero e proprio gestore di servizi e di assistenza.
Oggi è possibile sottoscrivere programmi assicurativi in grado di coprire i rischi che derivano dall’invecchiamento (pensione) e dalla mancanza di autosufficienza, rischi che assicurati quando si è giovani e sani.
Considerato che nella migliore delle ipotesi questo è il futuro atteso, spetta a noi di decidere se vogliamo governarlo o farci governare o meglio, se invecchiare serenamente con dignità o dipendere dagli altri.
A noi la scelta!
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